Non è il prodotto di una mutazione genetica né il risultato di un uso improprio di Photoshop: è solamente un altro dei capolavori che la natura ci ha offerto.

Quello che vedi è lo Gnathonemus Petersii, anche conosciuto – manco a dirlo – come Pesce Elefante.

Devi sapere che la sua evidentissima proboscide altro non è che un prolungamento del labbro inferiore e gli occorre per cercare il cibo nella sabbia.

Straordinario, non trovi?

Ma ti avverto, se sei nuovo nel mondo dell’acquariofilia ti consiglio di fare un po’ di esperienza prima di aggiungerlo alla tua vasca: allevarlo non è affatto semplice.

Vuoi saperne di più? Continua a leggere, in questo post parleremo di:

  • Le caratteristiche da conoscere del Pesce Elefante
  • Qual è il miglior acquario per Gnathonemus Petersii
  • Cosa puoi dare da mangiare a questi pesciolini.

Sei pronto?

Iniziamo.

GNATHONEMUS PETERSII: LE CARATTERISTICHE DI QUESTO PESCE D’ACQUA DOLCE

HABITAT NATURALE

Questa specie popola in branchi i corsi d’acqua di vari Stati dell’Africa centro occidentale, come il Congo, l’Angola ed il Camerun.

Queste zone d’acqua sono caratterizzate da una corrente debole, un fondale limaccioso o sabbioso e tanta vegetazione. 

Il Pesce Elefante ha abitudini quasi esclusivamente crepuscolari e notturne.

CARATTERISTICHE FISICHE

Inizio col dirti che questo pesciolino non presenta dimorfismo sessuale e ha un’aspettativa di vita di circa 10 anni.

In natura raggiunge agevolmente i 35 cm di lunghezza, ma se allevato in acquario arriva a misurare al massimo 25 cm.

Oltre alla sua evidentissima proboscide che ti ho già descritto, lo Gnathonemus Petersii possiede degli elettrorecettori sulla testa, sul dorso e sul ventre, mentre l’organo elettrico si trova sul peduncolo caudale. 

Tutto ciò gli serve per emettere delle piccole scariche elettriche quando si muove e quando caccia le sue prede.

ACCOPPIAMENTO E RIPRODUZIONE

Ad oggi, la riproduzione in acquari domestici non è stata ancora documentata.

Questa problematica potrebbe essere legata agli impulsi elettrici, a causa dei quali è possibile che i vari esemplari non siano in grado di riconoscere i soggetti di sesso opposto.

ACQUARIO PER GNATHONEMUS PETERSII

Gli esemplari di questa specie presenti sul mercato acquariofilo, provengono esclusivamente da catture autorizzate in natura.

Per un corretto allevamento in acquario – che, ti ricordo, è raccomandato agli esperti – ti consiglio l’acquisto di almeno 7/8 esemplari da inserire in una vasca dalla capacità minima di 750/800 litri.

Questa va poi allestita con sabbia fine, dettaglio fondamentale che serve ad evitare ferite alla “proboscide”, rocce e legni per ricavare un buon numero di nascondigli e un elevato numero di piante acquatiche.

L’acqua dovrà avere un movimento lento e la luce dovrà essere schermata, magari con la presenza di piante acquatiche galleggianti. Questi accorgimenti servono a ricreare quanto più possibile le condizioni presenti nel suo habitat naturale.

Gnathonemus Petersii può essere mantenuto insieme a specie di dimensioni più grandi in dimensione, ma anche qui raccomando cautela.

Questo pesciolino è particolarmente territoriale coi propri simili, per cui segui sempre le indicazioni che ti ho fornito prima riguardo la capacità e l’allestimento dell’acquario. 

COSA MANGIA GNATHONEMUS PETERSII

Nel proprio habitat naturale si ciba di vermi, crostacei, insetti e larve.

In acquario puoi fornire:

  • Artemia viva
  • Vermi
  • Polpa di cozza
  • Gamberetto
  • Mangime surgelato.

CONCLUSIONI

Abbiamo finito.

Questa è una specie particolarissima e altrettanto delicata, per cui ricorda: non è adatta ai neofiti, per quanto affascinante possa essere il pensiero di allevarla.

Tutto chiaro?

Se ti senti pronto ad allevarlo, chiedi un preventivo per un acquario su misura che possa essere in grado di esaltare le caratteristiche di questi bellissimi pesciolini.

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