Ebbene si, solitamente le tartarughe terrestri hanno il carapace molto rigido, la specie che trattiamo oggi NO! Si chiama Malacochersus Tornieri e, visto la particolarità del proprio carapace, è comunemente conosciuta come Tartaruga Frittella Africana. Popola gli altopiani ricchi di rocciate di Kenya e Tanzania, particolarmente diffusa all’interno del parco nazionale Tsavo Est, dove è stata osservata anche ad altitudini superiori ai 900 metri. La colorazione del carapace può variare a seconda delle provenienze, così come la livrea. Gli esemplari più comuni hanno una colorazione dal beige al marrone con una piccola macchia quasi circolare di colorazione giallastra al.centro di ogni scudo, con vari raggi del medesimo colore. Il carapace, a differenza appunto delle altre specie di tartarughe terrestri, è particolarmente piatto e molto flessibile.

In natura trascorre la propria esistenza in gruppi composti anche da una dozzina di esemplari in cui è presente un maschio dominante, le femmine ed altri maschi.
La particolarità del proprio carapace risulta fondamentale nelle situazioni di predazione; se minacciata, si dirige rapidamente verso le limitrofe rocciate, inserendosi in un anfratto, una volta all’interno riempie i polmoni di aria, facendo aumentare notevolmente il volume del carapace stesso, fino ad “auto-incastrarsi” nell’anfratto e rendere così impossibile la presa da parte del predatore. Altra curiosità, spesso i nascondigli di questa specie sono condivisi con Gerrhosaurus Major.
Le dimensioni maggiori registrate in natura sono 14 cm per le femmine e 18 cm per i maschi.

Per quanto concerne l’allevamento in cattività, si consiglia di allevare un piccolo gruppo composto da 2/3 maschi e 4/6 femmine. La misura minima del terrario deve essere 170×80 cm sviluppato anche in altezza, in modo da poter allestirlo con formazioni rocciose in verticale (sono ottime arrampicatrici). Il substrato potrà essere formato da uno strato di 15 cm ca di sabbia mista a fieno; dovranno poi essere collocate, una lampada UVB almeno al 5% ed una lampada riscaldante che produca, nel punto più caldo, una temperatura di 32°C; così facendo nel restante terrario si dovrebbe registrare una temperatura media di 25°C. Riteniamo ottimale avere un graduale abbassamento delle temperature nelle ore notturne, arrivando fino ai 18°C.

La dieta in natura è prettamente erbivora per cui in cattività andrà alimentata con radicchi, cicorie, tarassaco etc; si consiglia di somministrare settimanalmente il Calcio.
L’accoppiamento delle femmine di un gruppo avviene esclusivamente col relativo maschio dominante. Al momento della deposizione la femmina deporra’ un unico uovo, molto raramente due, la cui incubazione ad una temperatura di circa 29°C avrà una durata compresa tra i 5 e i 7 mesi.
Concludiamo con un consiglio! In caso vogliate avvicinarvi all’allevamento di questa specie, riteniamo fondamentale che il terrario sia dotato di coperchio per due semplici motivazioni: la prima per evitare rapide fughe considerato le loro doti di arrampicatrici e la seconda per evitare ferite provocate da eventuali animali domestici, quali i gatti, visto la morbidezza del carapace.

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